PALEONTOLOGIA

Caratteri dell'era terziaria

La quarta era geologica.
Nei tempi geologici, l'era terziaria succede all'era secondaria e precede il Quaternario. Essa è durata poco più di 60 milioni di anni (60 MA) [da -65 MA, fine del Cretaceo, fino a circa - 3 MA, data d'inizio del Quaternario (comparsa e sviluppo dell'Uomo)].
Il termine Cenozoico, utilizzato spesso come sinonimo di Terziario, in realtà comprende anche il Quaternario. In ogni caso, esso suggerisce che si tratta di tempi recenti (dal greco kainos, nuovo, e zôon, essere vivente), come testimoniano i fossili pervenutici.
Rispetto al Secondario, il Terziario può essere definito come un periodo di continuità; vi si osserva infatti il prolungamento di tutte le trasformazioni apparse nel Secondario. Il Terziario corrisponde al compimento del ciclo alpino e alla conclusione dei fenomeni che conducono alla configurazione attuale dei continenti e degli oceani. Dal punto di vista paleontologico, dopo la scomparsa di tutti gli organismi che hanno, ai nostri occhi, caratteristiche straordinarie (grandi Rettili, Ammoniti, ecc.), durante il Terziario si assiste alla notevole evoluzione e diversificazione dei Mammiferi, prima della comparsa dell’Uomo. Il Terziario si divide in:
Paleogene (Nummulitico): Eocene -65 MA, Oligocene -37 MA.
Neogene: Miocene -26 MA; Pliocene -7 MA.

Rappresentando appena la decima parte dei tempi fossiliferi, è la più breve delle ere geologiche, se si esclude il Quaternario. La stessa relativa semplicità è applicabile alle sue suddivisioni. Le ragioni che hanno condotto, ciononostante a considerare il Terziario sullo stesso piano del Primario o del Secondario, ere più lunghe, e a praticare ulteriori suddivisioni all’interno di un’era così breve sono facili da comprendere. Dal momento che i depositi terziari sono gli ultimi strati depositati, essi occupano una superficie molto vasta sui continenti o nel fondo dei mari. Per questo motivo i terreni terziari possono essere studiati con maggiore facilità e sono quindi tra i più conosciuti. Inoltre, le scale stratigrafiche sono migliori e consentono suddivisioni più esatte: in effetti, esse sono basate sull'evoluzione di organismi più conosciuti, perché più vicini agli attuali.
Per un periodo relativamente breve come il Terziario, i metodi di indagine capaci di elevata precisione si sono moltiplicati (studio dei Mammiferi, delle conchiglie di Lamellibranchi e di Gasteropodi, ecc.).

Il termine Terziario è dunque ben definito: solo la collocazione esatta dei suoi limiti (superiore e inferiore) sono oggetto di discussione. In assenza di organismi determinanti, non è sempre facile fissare il limite fra Cretaceo e Terziario (limite inferiore): gli studi sul Quaternario fanno variare l’età (-1,5 MA, poi -2 MA, attualmente -3 MA) del limite superiore.
Il clima, perlomeno all’inizio del Terziario e nelle regioni corrispondenti all’Europa attuale sembra essere stato più caldo e umido rispetto a quello attuale. Gradualmente, questo aspetto subtropicale si è attenuato e le temperature hanno subito una decisa diminuzione.


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