PALEONTOLOGIA

Caratteristiche generali dell'era secondaria

L’era secondaria si colloca, come indica il nome, tra il Primario e il Terziario. È durata circa 160 MA (MA = milioni di anni), cioè da -225 MA a 65 MA. Questo lasso di tempo equivale alla metà di quello dell’era primaria, e corrisponde solo a una piccola parte dei tempi fossiliferi: tuttavia non è trascurabile in confronto al Terziario o al Quaternario, molto più brevi.
Il Secondario si suddivide in tre grandi sistemi geologici:
- Triassico, da -225 MA a -190 MA (durata 35 MA):
- Giurassico, da -190 MA a -135 MA (durata 55 MA);
-Cretaceo, da -135 MA a -65 MA (durata 70 MA ) .
Questa era è stata a lungo considerata come un periodo di quiete tettonica, un periodo di remissione nella storia del globo tra l’orogenesi ercinica, il cui completamento coincide con la fine del Primario, e quella alpina, il cui parossismo è classicamente datato nel Terziario. A questa tesi, attualmente riproposta, si sovrappone la nozione di un’era facile da individuare paleontologicamente: a tale proposito si evoca immediatamente l’era dei Rettili giganti e delle Ammoniti.
A giusto titolo, è questo tipo d’individualizzazione paleontologica che si sottolinea per definire il Secondario: infatti, le suddivisioni dei tempi geologici non possono essere basate su manifestazioni tettoniche, che non sono necessariamente sincrone.

In mancanza delle datazioni dette «assolute», le prove paleontologiche fornite dai fossili sono le più affidabili. Si comprenderà a questo punto l’utilizzazione alternativa e talvolta predominante del sinonimo mesozoico, che ha il pregio di mostrare la posizione dell'era secondaria in rapporto alla storia della vita sulla terra (dal greco mesos, medio, e zoon, essere vivente). Questo termine non significa che si sia nel «mezzo» della storia degli esseri viventi, poiché all'inizio del Secondario già da 600 MA sono sviluppati alcuni gruppi di organismi importanti, e a soli 60 MA dopo la fine dell'era apparirà l'Uomo. Il termine mesozoico indica che il Secondario rappresenta una specie di «Medioevo» nella storia della vita, storia in cui il Paleozoico (Primario) sarebbe l'«antichità» e il cenozoico (Terziario e Quaternario) ricoprirebbe l'«epoca moderna e contemporanea».
I terreni secondari sono stati da molto tempo sondati dai paleontologi e dagli stratigrafi. Le suddivisioni del Secondario in Triassico, Giurassico e Cretaceo sono il risultato di lavori compiuti in Europa. Sono state altresì compiute suddivisioni ancor più dettagliate: la nozione di piano geologico ha acquisito la sua importanza a partire dai terreni del Giurassico e del Cretaceo, presi come stratotipi (alcuni esempi sono Sinemuriano da Semur, Baiociano da Bayeux, Albiano da Aube, Cenomaniano da Maine, Turoniano da Tours).

In gran parte questo si basa sul valore stratigrafico delle Ammoniti, organismi senza la cui conoscenza sarebbe stato impossibile studiare correttamente e datare i terreni secondari. Questi Cefalopodi sono una specie pelagica le cui conchiglie sono facilmente trasportabili per galleggiamento e possono essere distribuite su una vasta area e sono indipendenti dalla facies dei depositi dove si raccolgono; presentano inoltre mutazioni successive abbastanza distinte. Di conseguenza è stato possibile definire una serie di biozone, basi di ogni suddivisione biostratigrafica, considerando l'estensione nel tempo di una data specie o genere o, per essere più precisi, di un’associazione caratteristica di generi o specie. Tuttavia il Secondario non può essere esaminato e definito soltanto dal punto di vista paleontologico. Le ricerche contemporanee hanno mostrato che gli avvenimenti geologici che si sono svolti durante questo periodo sono stati affascinanti quanto le tappe dell'evoluzione del mondo vivente. Questo grande periodo corrisponde in realtà alla dislocazione degli edifici precedentemente costruiti, i continenti e le catene primarie; si prepara l’intelaiatura di ciò che diventeranno le catene alpine e peripacifiche; il Secondario è il periodo della nascila, dell'«apertura» degli oceani attuali.
La sua conoscenza è dunque indispensabile per la comprensione delle strutture moderne della Terra.
Questi fatti si sono svolti con climi differenti da quelli attuali, o meglio ripartiti diversamente: i possibili cambiamenti di latitudine sono spiegabili con i relativi movimenti dei poli e dei continenti. I climi sono stati nell'emisfero boreale abbastanza caldi (da 5 a 10 °C in media più di quelli attuali, spiegando l’importanza delle formazioni calcaree nel corso del Giussarico e del Cretaceo e in modo particolare degli edifici corallini). Si sono raffreddati lentamente nel Cretaceo superiore. Viceversa i territori dell'emisfero australe soggetti alle glaciazioni alla fine del Primario hanno conosciuto un lento riscaldamento.


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La paleontologia il termine che indica lo studio di un insieme di discipline: paleontologia tassonomica, paleontologia stratigrafica o biostratigrafia, paleobiologia, paleozoologia, paleobotanica, palinologia, micropaleontologia, paleoicnologia, paleoecologia, paleobiogeografia, paleoantropologia o paleontologia umana, paletnologia.

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