PALEONTOLOGIA

Geologia e geomorfologia del quaternario

Le terrazze marine e fluviali sono state messe in rapporto con i movimenti del livello generale dei mari provocati dalle alternanze di glaciazioni e deglaciazioni. Ma l'interpretazione del glacio-eustatismo è stato falsato da eccessi di sistematizzazione. Charles Depéret (1854-1929) e Léon de Lamothe ( 1849-1936) avevano definito, a partire da stazioni mediterranee, una serie di livelli marini stratificati: il Siciliano, il Milazziano, il Tirreniano e il Monastiriano. Secondo questa teoria, le terrazze fluviali avrebbero prolungato quelle marine e, collegandosi a monte alle morene, avrebbero corrisposto a fasi glaciali, con ogni terrazza incastrata nella precedente. La sincronizzazione degli alti livelli marini e delle glaciazioni era errata: gli alti livelli marini, corrispondenti a periodi di deglaciazioni, risalgono agli interglaciali. Inoltre, I'eustatismo generalizzato suppone l'assenza di movimenti tettonici, mentre il mar Mediterraneo è, nel Quaternario, una zona di tettonica attiva. Infine, la formazione delle terrazze fluviali dipende anche dalle variazioni degli apporti alluvionali, legate alle modificazioni del clima e della copertura vegetale o anche da cause locali. Sebbene queste prime interpretazioni siano ormai superate, le terrazze restano elementi preziosi per la messa a punto di una cronologia locale o regionale; sono all'origine della cronologia delle faune marine mediterranee, che conserva i nomi dei livelli a terrazze.

Le morene e le loro alterazioni hanno fornito indicazioni più sicure sull'evoluzione climatica del Quaternario. I suoli sviluppati sulle morene sono sovente spessi; i grossi elementi, aggrediti, coperti d'ossido di ferro, si sgretolano o scompaiono. Se il paleosuolo è distrutto dall'erosione, lascia talvolta testimoni sotto forma di elementi poco alterabili, come la selce, il quarzo o il diaspro. Questi caratteri certificano l'antichità delle forme d'accumulazione glaciale. Viceversa, costruzioni della stessa natura, risparmiate dall'erosione, segnalano una glaciazione recente. Albrecht Penck (1858-1945) ed Eduard Brückner (1862-1927) hanno distinto quattro glaciazioni nelle Alpi: Günz, Mindel, Riss, Würm, alle quali sono state aggiunte due altre fasi glaciali, anteriori al Günz, Biber e Donau. Nell'Europa settentrionale sono state riconosciute soltanto tre glaciazioni. La prima fase, glaciazione dell'EIster, corrisponderebbe al Günz e al Mindel alpini. Le glaciazioni saaliana e della Vistola sarebbero l'equivalente settentrionale del Riss e del Würm. Ma è possibile che le tracce di una prima glaciazione siano nascoste dai depositi dell'Elster. La scoperta, in Danimarca, di formazioni glaciali poco alterate, che ricoprono un piano marino e sono state fossilizzate dall'Elster. Nell'America del Nord sono state individuate quattro glaciazioni: Nebraska, che segna l'inizio del Quaternario, Kansas, lllinois, Wisconsin.

Sui margini meridionali della zona temperata, nell'emisfero boreale, le morene e le forme di rilievo a esse associate divengono più rare; i pendii divengono i principali testimoni della evoluzione del Quaternario. I periodi pluviali sostituiscono le glaciazioni. Le morene sono in continuità con i pendii incrostati, elaborati nel corso dei pluviali e delle regressioni marine, e incisi al momento degli interpluviali. In vicinanza della zona intertropicale, i pluviali corrispondono viceversa alle trasgressioni, dunque ai periodi intergiaciali della zona temperata, e i periodi secchi a quelli glaciali. Nel corso delle glaciazioni, i deserti dell'emisfero boreale si sono ritirati sui margini della zona temperata e si sono estesi verso sud; l'equatore termico, che attualmente è spostato verso l'emisfero boreale, precedentemente doveva essere situato in quello australe, vicino alla linea dell'equatore. Gli effetti delle glaciazioni sono sensibili molto prima del fronte delle morene in un vasto campo periglaciale che si estende verso la zona artica al momento delle deglaciazioni e verso i margini meridionali della zona temperata all'epoca delle glaciazioni. Detriti ordinati, o falde detritiche stratificate, sono stati creati dall'alternanza di gelo e di sgelo nel corso degli inverni, e molteplici forme di soliflusso testimoniano dei riscaldamenti stagionali o fra gli stadi. Ma questi fenomeni periglaciali, ben conservati quando sono relativi al Würm, sono molto più rari per i periodi anteriori. I venti hanno trasportato lontano, oltre i fronti degli inlandsis, particelle fini di diverse origini (argille, calcari, quarzi) che, accumulati, formano il loess.
I paleosuoli sono addirittura scomparsi o degradati. La loro presenza nelle formazioni quaternarie rivela un cambiamento delle condizioni climatiche. I cernozem fossili segnano l'espansione dell'ambiente delle steppe all'epoca delle fasi fredde del Würm e del Postglaciale. I paleosuoli, con le loro interstratificazioni alluvionali e colluviali e le loro alterazioni, la fauna e la flora fossili, le industrie preistoriche formano vari complessi pedologici che hanno dato indicazioni precise sulle sequenze morfoclimatiche e bioclimatiche. Alcuni complessi pedologici del Würm, come il giacimento di Saint-Vallier (Drôme), del Mindel e del Riss o quello di Achenheim (Basso Reno), permettono di ricostruire l'ambiente.


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La paleontologia il termine che indica lo studio di un insieme di discipline: paleontologia tassonomica, paleontologia stratigrafica o biostratigrafia, paleobiologia, paleozoologia, paleobotanica, palinologia, micropaleontologia, paleoicnologia, paleoecologia, paleobiogeografia, paleoantropologia o paleontologia umana, paletnologia.

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