PALEONTOLOGIA

Fossile Homo Sapiens

Antichità della specie Homo sapiens.
Noi tutti, voi lettori come l'autore di queste righe, apparteniamo alla specie Homo sapiens, come i circa quattro miliardi di uomini presenti sul globo. I genitori, i nonni, ecc., di tutti questi esseri umani sono altrettanti rappresentanti dell'Homo sapiens, esattamente come gli uomini che hanno vissuto 1.000, 2.000 o 10.000 anni fa in Europa, in Asia, in Africa, in America, in Oceania, e come tutti quelli che vivranno domani. Noi lo sappiamo perché siamo venuti in possesso delle vestigia del passato che lo provano. Ma fino a dove possiamo risalire? Quali sono le più remote tracce dell'esistenza di un Homo sapiens sulla superficie terrestre? Da poco più di un secolo i paleontologi sono partiti alla ricerca di queste tracce. Alcune sono dirette, evidenti: sono le ossa fossili, talvolta frammentate, talvolta complete, la cui età viene valutata in riferimento al terreno in cui sono state trovate o per mezzo dei metodi radioattivi. Altre sono indirette: sono gli utensili, le ceneri, le tracce diverse che attribuiamo all'"Homo sapiens" per confronto con altre sue produzioni che ci sono note. La descrizione delle prime è compito della paleontologia; le altre entrano nel campo della preistoria. È tuttavia evidente che paleontologi e preistorici collaborano reciprocamente, con l'apporto dei geologi.

Cento anni or sono, le scoperte si facevano «per caso»; oggi, esse sono il risultato d'indagini fondate sul metodo. Inoltre, mentre un tempo si scavava soprattutto il sottosuolo dell'Europa occidentale, oggigiorno le prospettive si sono estese e vengono esumati resti fossili in tutte le regioni della Terra. Tutti questi fossili, una volta raggruppati e catalogati, possono essere datati ed è pertanto possibile, in base a queste informazioni, rispondere alla domanda: «Quando è apparso sulla Terra l'Homo sapiens»? I più antichi fossili umani che appartengono senza possibilità di dubbio alla specie Homo sapiens risalgono, al massimo, a 40.000 anni BP. A quest'epoca, grandi ghiacciai ricoprivano buona parte della Terra: era l'epoca dell'ultima glaciazione, denominata Würm III nel linguaggio dei geologi. Se ci rivolgiamo ai preistorici, essi ci risponderanno che, a quel tempo, gli utensili e le armi erano in «pietra scolpita», ossia che l'industria umana, attribuendo al termine «industria» un senso evidentemente molto lato, era paleolitica ( palaios = «antico», lithos = «pietra»); il «Paleolitico» è il periodo che veniva un tempo chiamato Età della pietra. Essi preciseranno anche «Paleolitico superiore», in quanto all'utensileria di pietra vanno aggiunti l'utensileria in osso, gli oggetti d'ornamento, l'uso di materie coloranti, opere d'arte figurativa che erano praticamente inesistenti all'inizio dell'Età della pietra. Infine, dopo aver classificato tutto il materiale del Paleolitico superiore, i preistorici ci descriveranno tre tipi d'industria, che essi chiamano: l' Aurignaciano, il Solutreano ed il Magdaleniano, dai nomi delle località tipo in cui sono stati meglio descritti.
Nel Magdaleniano, i ghiacciai si stavano ritirando e si passava progressivamente dall'industria della pietra scolpita del Paleolitico a quella della pietra levigata del Neolitico ed all'età dei metalli.
Il periodo di transizione si chiama Mesolitico .
La specie Homo sapiens ha quindi circa 40.000 anni d'età. È poco in confronto alla durata dei tempi geologici, che si misurano in centinaia di megan (ricordiamo ancora che 1 megan = 1 milione d'anni).
Alcuni rinvenimenti contribuirebbero a spostare più oltre nel passato la comparsa dell'Homo sapiens (fino a 100.000 anni BP). Sembra tuttavia che i reperti in questione non siano così antichi come si vogliono ritenere.
L'uomo di Cro-Magnon.
Il primo Homo sapiens fossile è stato scoperto nel 1868, in un riparo sotto roccia, nella Guienna (Francia), in località Cro-Magnon, nel corso di lavori di costruzione della massicciata della linea ferroviaria Périgueux-Agen. Furono trovati cinque scheletri che furono studiati, in particolare, da Broca e Quatrefages, e che si riferivano ai resti di tre uomini, di una donna e di un feto. Gli utensili di pietra e d'osso portati alla luce nelle vicinanze erano simili agli strumenti tipici contenuti nella grotta di Aurignac (Francia): l'uomo di Cro-Magnon è quindi vissuto nell'Aurignaciano, ossia al tempo della glaciazione Würm III, 30 o 40.000 anni or sono.
Successivamente, numerosi scheletri o vestigia dello stesso tipo furono rinvenuti in diverse località europee, africane, asiatiche ed oceaniane.

Essi hanno ricevuto denominazioni particolari ( "Uomo di Mechta-Afalou, presso Sétif, in Algeria, Uomo di Pechino" - da non confondersi col Sinantropo, ritrovato in una grotta vicina - Uomo di Giava, ecc.). L'esame di tutti questi fossili permette di stabilire la carta d'identità paleontologica dell'Uomo di Cro-Magnon.
• Statura : generalmente superiore a m 1, 80; alcuni individui, ritrovati presso Mentone, e corrispondenti al cosiddetto «Uomo di Grimaldi», arrivano persino a quasi 2 m.
• Cranio: Dolicocefalo. Fronte larga. Apofisi mastoidi fortemente sviluppate. Mascella e dentatura simili a quelle dell'uomo moderno.
Capacità cranica eguale a quella dell'Uomo moderno (da 1.300 a 1.800 cm3).
• Arti: arti superiori relativamente lunghi; gambe lunghe rispetto alle cosce; spalle sviluppate. Questi caratteri osteologici avvicinano la razza di Cro-Magnon alle razze negritiche (apparse più tardi, durante il Neolitico).
• Bacino: come l'Uomo moderno.
• Intelletto: non si può che procedere per intuizione, basandosi sull'industria e l'arte del Paleolitico superiore.
• Abitudini di vita: gli uomini di Cro-Magnon conducevano vita di cacciatori, ricorrendo anche alle trappole, in condizioni simili a quelle vigenti oggi nelle zone artiche (a causa delle glaciazioni).
Essi debbono indubbiamente alla loro intelligenza superiore l'essere sopravvissuti ai rigori del clima glaciale, che causò l'estinzione dei Neanderthaliani, i loro predecessori sulla Terra.
La razza di Cro-Magnon e quelle simili si sono diffuse, dal Paleolitico superiore al Neolitico, per tutta l'Europa occidentale e mediterranea, come pure in Africa settentrionale.
La longevità della stirpe dell'uomo di Cro-Magnon nordafricano è notevole: si trovano ancora oggi tracce di questo tipo fra i Berberi ed i Guanci delle isole Canarie. Nell'Africa sahariana e nell'Africa australe, i resti fossili sono difficili da datare rispetto alle vestigia europee; essi presentano caratteri cromagnoidi più o meno pronunciati, mescolati a tratti che apparentano questi fossili agli attuali Boscimani dell'Africa del Sud (gli studiosi di preistoria hanno d'altronde notato che le opere d'arte del Paleolitico superiore europeo - pitture e graffiti rupestri, statuette femminili - hanno una grande somiglianza con l'arte boscimana). Comunque sia, i paleontologi sono d'accordo su un punto: gli Homo sapiens africani non erano melanodermi (= con la pelle nera) e non presentavano il cosiddetto «tipo negroide», che si è differenziato più tardi, durante il Neolitico, a spese del tipo comune originario. In Asia ed in Oceania sono stati rinvenuti fossili d' Homo sapiens cromagnoidi.
Sulla collina di Ciu-ku-Tien, presso Pechino, non lontano dalla località dove sono stati scoperti i resti del Sinantropo sono state ritrovate le spoglie di sette individui (4 adulti, 1 adolescente, 2 bambini) che formavano indubbiamente una famiglia. Tre dei crani di Ciu-ku-Tien sono ben conservati; essi sono cromagnoidi, ma con tratti che li avvicinano ad alcune razze moderne.
Vi è infatti un cranio di vecchio che ricorda quelli degli Aino (gli Aino sono i più antichi abitanti del Giappone) e due crani di donna che si avvicinano, uno ai Melanesiani attuali, l'altro agli Eschimesi.
A Wagiak (Giava), l'olandese Dubois ha scoperto, nel corso della sua campagna di scavi del 1891-1892, di cui parleremo ancora, due crani cromagnoidi. L'Uomo di Wagiak era tuttavia diverso dall'Uomo di Cro-Magnon a causa del cranio platicefalo, per il prognatismo (massa facciale sporgente) e per il naso largo ed appiattito; egli è forse l'antenato del tipo australiano attuale.
Razze vicine alla razza di Cro-Magnon in Europa.
• L'Uomo di Chancelade. Chancelade è una località presso Périgueux, in Dordogna (Francia), dove è stato scoperto uno scheletro tipo di Homo sapiens, nel 1888. L'Uomo di Chancelade presentava un certo numero di differenze rispetto all'Uomo di Cro-Magnon: era di statura più piccola (circa m 1, 60), con arti robusti e tozzi; il cranio era pronunciatamente dolicocefalo, più elevato di quello dell'Uomo di Cro-Magnon nella regione mediana; la capacità cranica raggiungeva 1.700 cm3.
Viso largo, zigomi sporgenti, orbite quasi altrettanto alte che larghe, naso lungo e stretto; tutti questi caratteri, come ha osservato Testut, che ha descritto l'Uomo di Chancelade, ricordano quelli degli attuali Eschimesi.
Sono stati trovati altri fossili che possono essere accostati al tipo di Chancelade: a Obercassel, presso Bonn, in Germania, nella grotta di Duruthy presso Sorde ed a Laugerie-Basse.
Anche alcuni crani ritrovati a Predmost, in Moravia, ricordano il tipo di Chancelade.
• L'Uomo di Grimaldi è stato rinvenuto nella cosiddetta «Grotta dei fanciulli» presso Mentone. Si tratta di due scheletri sepolti probabilmente all'inizio dell'Aurignaciano: una donna in età avanzata ed un adolescente.
La descrizione classica dell'Uomo di Grimaldi, la piccola statura (m 1,60), il cranio molto dolicocefalo, il naso molto appiattito ed il prognatismo nasale, come pure il bacino di tipo negritico, hanno fatto credere per molto tempo che si trattasse di una razza «negra» di "Homo sapiens" . In effetti, recenti revisioni hanno dimostrato, da un lato, che i caratteri negroidi di questi fossili erano meno accentuati di quanto si credesse e, dall'altro, che alcuni di questi caratteri erano già presenti nell'Uomo di Cro-Magnon (in particolare, la proporzione degli arti rispetto allo scheletro). Si è inoltre quasi certi, attualmente, che la melanodermia è un fenomeno di data molto recente (Neolitico).
Conclusione.
Così dunque, nel Paleolitico superiore, è esistita sulla Terra una specie relativamente omogenea che conteneva in potenza tutti i tipi etnici futuri, oggi diffusi in tutto il mondo.
L'Uomo di Cro-Magnon, l'Uomo di Chancelade, l'Uomo di Grimaldi, l'Uomo di Mechta-Afalou, l'Uomo di Obercassel, un gran numero di uomini fossili dell'Africa australe ed orientale, gli Uomini di Pechino e di altre località mostrano, indiscutibilmente, un aspetto «di parentela».
Ecco perché, nonostante un certo numero di discrepanze, essi vengono tutti riferiti ad un unico tipo, detto Homo sapiens fossilis .
D'altronde, il cammino di questo Homo sapiens fossilis può essere rintracciato. Nel Mesolitico, e poi nel Neolitico, sono state trovate vestigia assai differenziate ma che si riallacciano ai fossili del Paleolitico superiore.
È questo il caso degli Uomini di Mugem (Portogallo), degli Uomini di Téviec (Bretagna), ecc. È stato solo più tardi, probabilmente durante il Neolitico, che i tipi attuali si sono precisati e sviluppati. La progressiva differenziazione di questi tipi si è esercitata attingendo alla riserva di potenzialità etniche che esisteva presso gli Uomini di Cro-Magnon.
Questa diversificazione che si dirama da un tipo unico non ha del resto nulla di straordinario: è una legge normale dell'evoluzione che si verifica a proposito di tutti i gruppi zoologici.


Google
 
Categore principali
L’Antropologia
L’Arte degli Uomini Preistorici
I Dinosauri
Primario
Secondario
Terziario
Quaternario
Homo Sapiens
Le Industrie
La Paleobotanica
La Paleozoologia
La Preistoria
La Ricerca Preistorica
La Paleontologia
Menu Homo Sapiens
La Specie Homo Sapiens
L’Homo Sapiens Fossile
Prima dell’Homo Sapiens
L’Espansione degli Uomini sulla Terra

La paleontologia e relativo studio dei fossili avvenuto 300 anni fa con l'osservazione dei primi reperti animali, vegetali e uomini preistorici.

Sito dedicato alla paleontologia e alla preistoria