PALEONTOLOGIA

Industrie

I primi utensili, opera degli Australantropi, erano semplici ciottoli scheggiati, non rifiniti, sia su una sola faccia (chopper), sia su entrambe (chopping-tool). Tale industria, che è la forma più primitiva della pietra scheggiata, viene indicata con l'espressione pebble culture.
Successivamente si riconobbero tre grandi categorie di industrie litiche: le industrie bifacciali, le industrie della scheggia e le industrie della pietra scheggiata in lame. Le prime due caratterizzano il Paleolitico inferiore e medio, l'ultima il Paleolitico superiore.
Il Paleolitico inferiore.
• Le industrie litiche del Paleolitico inferiore testimoniano del lento processo di evoluzione dello spirito umano dall'epoca dei ciottoli scheggiati della pebble culture fino ai bifacciali rifiniti dell'Acheuleano. Si distinguono due tipi di industrie, a seconda che l'uomo tagli il nucleo primitivo fino all'ottenimento di un bifacciale o utilizzi le schegge di questo nucleo. Queste due industrie, bifacciale e della scheggia, si sviluppano simultaneamente prima di fondersi.
• Il bifacciale è, per definizione, tagliato sulle due facce. I più antichi bifacciali sono rudimentali e i loro spigoli sinuosi; una parte del nodulo primitivo è conservato in modo da ricavare una zona di presa: questi bifacciali sono caratteristici dell'Abbevilliano. Poi diventano più regolari, il loro taglio, rettilineo, è finemente ritoccato e finalmente si arriverà alle magnifiche amigdale della facies acheulana, di durata superiore a 300 000 anni.
• Il Clactoniano costituisce la prima facies industriale basata sulle schegge. Le prime vestigia clactoniane sarebbero anteriori alla glaciazione di Mindel (più di 400 000 anni). Questo tipo di taglio delle schegge è caratterizzato da un angolo molto aperto tra il piano di disgregazione e quello d'urto. Il bulbo di percussione è spesso prominente e conico. Nel corso di una fase media, queste schegge clactoniane subirono ritocchi musteriani. Più tardi, associati a schegge levalloisiane, formarono le industrie tayaziane.
• Sul piano cronologico, I'Acheulano succede all'Abbevilliano, ma è separato in talune regioni dal Clactoniano. La fase finale dell'Acheulano prende talvolta il nome di Micocchiano, caratterizzato da un tipo di bifacciale con códolo spesso e dall'estremità sottile e finemente ritoccata. Il Micocchiano, che utilizza talvolta la tecnica levalloisiana, è contemporaneo del Musteriano.

Il Paleolitico medio.
• La tecnicità dei Paleantropi è manifesta nel modo di praticare il taglio levalloisiano. A grandi linee, questa tecnica consiste nel preparare accuratamente il piano di rottura del nucleo con una serie di prese in modo da ricavare la più lunga scheggia tagliente di forma differente (scheggia levalloisiana) o estrarne una punta dalla forma caratteristica, la punta levalloisiana.
• Il Musteriano rappresenta la facies principale del Paleolitico medio. È’ caratterizzato da punte triangolari e da raschiatoi ottenuti con ritocchi di schegge su una sola faccia. Per la diversità degli orizzonti del Musteriano, François Bordes ha proposto di dividerlo in quattro fasi: il Musteriano tipico, che utilizza talvolta la tecnica levalloisiana; il Musteriano di tradizione acheulana, che comprende bifacciali e coltelli dal bordo abbassato e curvo, e altri utensili quali i bulini e i punteruoli che prefigurano le industrie superiori; il Musteriano denticolato, con pezzi con tacche e bordi; il Musteriano di tipo La Quina, o Charentiano, con numerosi raschiatoi e asce taglienti (raschiatoi a ritocchi bifacciali). Le differenze tra questi tipi di Musteriani restano ancora difficili da spiegare e le due facies del Paleolitico medio si fondono spesso in un complesso levalloisiano-musteriano.
Le industrie musteriane, opera delI'Uomo di Neandertal, possiedono già qualche lama e un abbozzo di utensile in osso: esse ci portano alla soglia del Paleolitico superiore, verso il XXXV millennio.
Il Paleolitico superiore (o «Leptolitico»).
• In Francia, la fase superiore del Paleolitico inizia con il Chatelperroniano (da -35 000 a -30 000), che conserva caratteri musteriani, fra cui il taglio levalloisiano. Il coltello di Chatelperron, lama a dorso curvo ottenuto con ritocchi rudimentali, caratterizza questa facies. La rottura con il periodo precedente è segnata dallo sviluppo dell'utensileria in osso, legata al proliferare dei raschiatoi e dei bulini. Le corna di renna venivano tagliate col bulino. A questa facies corrisponde lo Szelettiano ungherese e il Kostenkiano russo.
• L'Aurignaziano (da -30 000 a -27 000) succede allo Chatelperroniano. L'abbattimento dei bordi scompare, e compaiono minuscole lamine rifinite, le «lamine Dufour», che assieme al bulino ad arco caratterizzano l'industria litica. Questo tipo di bulino sarà sostituito dal raschiatoio carenato nel corso dell'evoluzione. L'utensileria in osso è essenzialmente rappresentata da punte di zagaglia con base tagliata e da altre con base intera ma a losanghe; queste punte, dapprima ovali, diventano a poco a poco circolari. Il Pavloviano dell'Europa centrale corrisponde a grandi linee all'Aurignaziano occidentale.
• Il Gravettiano (da -27 000 a -20 000) costituisce lo stadio finale dell'Aurignaziano. La punta di La Gravette, ottenuta con rifiniture grossolane, è considerata il fossile guida di questa facies, ma il bulino su troncatura ritoccata è l'utensile più frequente.
• Mentre la rifinitura grezza dell'abbattimento permette di tagliare una selce che caratterizza il Gravettiano, la rifinitura piatta in scaglie sulle facce del pezzo caratterizza il Solutreano (da -20 000 a -15 000). Le «foglie di alloro», punte fogliacee rifinite sulle due facce, sono tipiche della fase intermedia, le «foglie di salice», più strette e con una sola faccia, la superiore, ritoccata, caratterizzano la fase recente. L'utensileria in osso sembra meno importante dell'epoca dell'Aurignaziano, ma si fabbricano aghi con la cruna in osso. L'originalità della cultura solutreana, concentrata nel sud-ovest della Francia, difficilmente può essere associata alle altre culture europee.
• Le facies del Magdaleniano (da -13 000 a -8 000) concludono il Paleolitico superiore. Il Magdaleniano, suddiviso in sei periodi da H. Breuil, segna la diffusione dell'utensileria in osso. I criteri pertinenti dei sei periodi sono basati in realtà sui vari tipi di zagaglie e arpioni. Il Magdaleniano I comprende punte di zagaglia a semplice scalpello largo e appuntito (base in lancetta), che fa posto a forti zagaglie a base conica nel corso del periodo II. Le punte di Magdaleniano III sono segnate da profonde scanalature longitudinali. Con il Magdaleniano IV compaiono le seghettature, dapprima piccole e ravvicinate, su protoarpioni. I veri arpioni a una fila di seghettature forti e incurvate compaiono soltanto nel Magdaleniano V. Gli arpioni del Magdaleniano Vl possiedono due file seghettate e la loro forma permette di distinguere due fasi: i primi arpioni (Vl a) assomigliano ai precedenti, mentre i successivi (Vl b) portano
spuntoni nettamente staccati dal tronco e dal contorno spigoloso.

L'industria litica si sviluppa parallelamente a quella dell'osso: abbondano i bulini e continua la loro diversificazione. Il Magdaleniano è caratterizzato da piccole lamelle dal bordo abbattuto che terminano con una troncatura obliqua che conferisce una configurazione triangolare: essi si accorciano nei periodi successivi e sono talvolta denticolati. Il Magdaleniano Vl apporta un tipo nuovo di bulino. il becco di pappagallo, e una lametta a dorso curvo che possiede almeno un'estremità appuntita, il coltellino. Il numero dei bulini diminuisce a beneficio dei raschiatoi corti su scheggia (raschiatoio a unghia).
L'Amburghiano tedesco, il Creswelliano inglese e il Romanelliano italiano sono contemporanei del Magdaleniano finale.


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La paleontologia il termine che indica lo studio di un insieme di discipline: paleontologia tassonomica, paleontologia stratigrafica o biostratigrafia, paleobiologia, paleozoologia, paleobotanica, palinologia, micropaleontologia, paleoicnologia, paleoecologia, paleobiogeografia, paleoantropologia o paleontologia umana, paletnologia.

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