PALEONTOLOGIA

Informazioni geografiche preistoriche

Geografia umana preistorica.
L'occupazione delle diverse regioni della Terra da parte degli Ominoidei, dai primi Australopitechi fino all' Homo sapiens, si è svolta con tutta probabilità in funzione di due variabili, d'altronde reciprocamente legate: il clima ed i mezzi di sussistenza. Dato che, all'inizio del Quaternario, le glaciazioni sono state importanti e relativamente vicine (Donau, Günz, Mindel) non è sorprendente che l'umanità primitiva abbia soprattutto vissuto nelle zone calde del globo, dove il contraccolpo delle glaciazioni aveva provocato un clima temperato, ossia in Africa, nella penisola Arabica e nell'Insulindia, principalmente, con frange in Europa occidentale e meridionale. Durante i periodi interglaciali, la situazione climatica diventa favorevole nelle zone settentrionali dell'emisfero australe e gli uomini si diffondono verso i paesi che, ai nostri giorni, si chiamano Germania settentrionale, Polonia, Cina settentrionale, ecc.

Più ci si approssima al presente, più si assiste ad una conquista da parte dell'uomo di questi territori, poco propizi in linea di principio, a causa del loro clima, per la vita umana. Vi sono diverse spiegazioni per questo fenomeno, la più semplice delle quali è di carattere demografico. Noi non abbiamo alcuna idea del numero di abitanti sulla Terra durante le Età preistoriche, ma è certo che i territori di caccia e di raccolta devono essersi rarefatti assai rapidamente, soprattutto nei periodi glaciali, e che solo gli uomini intellettualmente evoluti hanno potuto adattarsi alle condizioni di vita settentrionali. Questo spiega perché regioni come la Finlandia ed il Canada del Nord siano stati popolati solo nel Neolitico, ossia a partire da 5.000 o 6.000 anni BP mentre ad Oldway, nell'Africa orientale, o nella valle dell'Omo, in Etiopia, le tracce d'insediamento umano risalgono a 2 o 3 milioni d'anni BP.
Le stazioni preistoriche.
Dal semplice riparo sotto le rocce, dove è stata ritrovata una decina d'utensili e qualche graffito, ai cantieri di grande superficie, esplorati da centinaia di specialisti, le stazioni preistoriche si contano a migliaia.

Si noterà che la terminologia (Aurignaciano, Solutreano, Clactoniano, Capsiano, ecc.) è nella maggioranza dei casi in relazione con località che non si trovano sugli atlanti comuni. È infatti nei territori di piccoli comuni, che oggi contano qualche decina di abitanti, che sono state spesso trovate le vestigia più preziose. Questo non significa che dove oggi si trovano Parigi, New York o Londra non vi siano stati un tempo degli insediamenti umani. I viventi però cancellano le tracce dei morti e, nelle grandi città, è ormai da tempo che il sottosuolo e le caverne sono stati sconvolti e distrutti per sempre.


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La paleontologia e relativo studio dei fossili avvenuto 300 anni fa con l'osservazione dei primi reperti animali, vegetali e uomini preistorici.

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