PALEONTOLOGIA

Piante fossili

Le Grandi divisioni del mondo vegetale.
Specie, generi, famiglie.
Quando un profano legge un libro di botanica, deve fronteggiare innanzitutto un vocabolario che gli risulta ostico: Cianoficee, Tallofite, Briofite, Pteridofite, Spermatofite, ecco delle parole incomprensibili. E quando, secondo la notazione umoristica d'Alphonse Karr, si insulta la dolce margherita dei prati, chiamandola Chrysanthemum leucanthemum, egli freme forse d'indignazione.
Questi termini «barbari» sono tuttavia indispensabili allo scienziato, che deve creare un termine per ogni aspetto della realtà vegetale e che, di conseguenza, non può accontentarsi del linguaggio corrente, impreciso ed insufficiente.
Ora, nulla è più importante che denominare una pianta. Questo battesimo le assegna una posizione precisa nell'universo vegetale e ci informa sulle affinità con le piante similari. In che modo si procede? Per prima cosa si osserva un individuo, una singola pianta; si rileva poi, con maggiori o minori difficoltà, che esistono numerosi individui simili, di cui si può indicare, in qualche modo, la «formula» vegetale. Questa descrizione definisce un genere, che viene indicato con una parola latina, con iniziale maiuscola. Esempio: il genere Chrysanthemum. Nell'ambito del genere s'individuano le differenze che permettono di suddividerlo in specie; così il genere Chrysanthemum comprende circa 250 specie, alcune delle quali si distinguono per caratteri estremamente difficili da osservare. Una specie si indica con un nome latino con iniziale minuscola, che segue quello del genere. Esempio: Chrysanthemum leucanthemum, Chrysanthemum indicum, ecc. Queste parole latine sono state scelte secondo vari criteri; essi indicano sia un carattere tipico, sia un luogo geografico in cui la specie è stata descritta per la prima volta, sia il nome dello scienziato che l'ha descritta, ecc.
Inutile dire che, in paleobotanica, noi manchiamo generalmente di termini di confronto e che se possiamo attribuire un genere al fossile reperito, è spesso difficile determinarne la specie.

I generi sono riuniti in famiglie, in funzione delle loro affinità.
Anche qui esistono casi limite e talvolta si esita ad includere un genere in una tale o talaltra famiglia. Le famiglie sono riunite in ordini e gli ordini in classi, le classi in sottodivisioni e queste ultime in divisioni ( phylum, plurale phyla). In pratica, il collegamento ad una famiglia - almeno per quanto riguarda i vegetali vascolari - è il modo di riconoscimento più «sperimentale».
I vegetali fossili non hanno una classificazione autonoma.
L'osservazione dimostra che essi sono compresi nel quadro della sistematica dei vegetali viventi, che è quindi necessario conoscere bene. Tuttavia, le scoperte paleontologiche hanno indotto i sistematici a creare nuovi gruppi (classi, ordini, ecc.) che si inseriscono fra i gruppi che racchiudono vegetali viventi, anche se i loro componenti sono tutti fossili. Così nella divisione delle Pteridofite, cui appartengono in particolare le Felci, la maggior parte degli ordini e delle famiglie sono quasi unicamente composti da generi fossili.
Le grandi linee della classificazione botanica.
Il regno vegetale è diviso in due grandi gruppi di piante: quelle che possiedono vasi (entro cui scorre la linfa) e che si chiamano Vegetali vascolari e quelle che ne sono prive, i cosiddetti Vegetali non vascolari.
• I Vegetali non vascolari possono, a propria volta, essere divisi in due gruppi; quelli privi di radice, di fusto e di foglie, che si riducono pertanto ad un apparato vegetativo semplificato, o tallo, e quelli che presentano un apparato più complesso, con un fusto e delle foglie, il cormo (dal latino cormus = «fusto»). Fra i vegetali non vascolari avremo quindi delle Tallofite e delle Cormofite (la parola greca phuton significa «pianta»).
- Fra le Tallofite si distinguono quelle con cellule imperfette (senza nucleo differenziato) e quelle con cellule normali, con un nucleo. Le prime sono dette Protocariote (in greco, karyon = «nucleo»); esse comprendono i Batteri e le Alghe azzurre. Le altre sono Eucariote ( eu = «bene», prefisso migliorativo); ne fanno parte le Alghe vere, i Funghi ed i Licheni.
- Le Cormofite non vascolari costituiscono una singola divisione, quella delle Briofite, cui appartengono, in particolar modo, i Muschi e le Epatiche.
- I Vegetali vascolari sono tutti piante Cormofite; il loro apparato vegetativo si differenzia da quello delle Briofite per la presenza della radice, che manca nei Muschi e nelle Epatiche. I Vegetali vascolari possono suddividersi ancora in due gruppi.
- Le piante con radice, fusto, foglie, ma prive di fiori e frutti formano la divisione della Pteridofite, chiamate un tempo Crittogame vascolari; la pianta tipica è la Felce.
- Le piante che possiedono anche dei fiori e dei frutti sono dette Spermatofite, o piante con semi; vengono denominate anche Fanerogame. Delle Fanerogame fanno parte due divisioni: le Fanerogame gimnosperme, i cui semi sono nudi (esempio: le Conifere ) e le Fanerogame angiosperme, i cui semi sono racchiusi in un frutto. Nei testi tradizionali, le Angiosperme sono spesso ripartite in Dicotiledoni e Monocotiledoni.

Interesse della Paleobotanica.
Paleobotanica e geologia.
Il grande obiettivo della geologia è di descrivere la storia della Terra. Le informazioni che ci procurano i fossili sono, da questo punto di vista, indispensabili per determinare l'età relativa degli strati e, col confronto fra i fossili e gli organismi viventi attuali, è possibile farsi un'idea delle condizioni climatiche e fisiochimiche dei globo terrestre in tempi assai remoti.
A questo fine, lo studio dei vegetali fossili è spesso determinante, tanto più che essi costituiscono il nostro solo punto di riferimento per i periodi precambriani. Nei terreni precambriani del Sudafrica e del Minnesota sono stati rinvenuti Batteri fossilizzati la cui età è di 3 gigan (= 3 miliardi d'anni); queste sono le prime manifestazioni di vita sul pianeta a noi note. Ma vi è un fatto ancora più interessante. Sono stati scoperti Batteri viventi, in alcuni giacimenti di petrolio, nell’ex Unione Sovietica e negli Stati Uniti, o anche racchiusi nel sale (Germania). Questi vegetali erano allo stato di vita sospesa da più di 200 milioni d'anni e, immersi in un ambiente favorevole, si sono sviluppati come se nulla fosse accaduto nel corso di questo lungo «sonno». Che cosa significa questo? Semplicemente che l'ambiente vitale, 200 o 220 milioni d'anni or sono, era paragonabile a quello ricreato in laboratorio per verificare la sopravvivenza di questi Batteri.
D'altro canto, i fossili vegetali hanno contribuito in modo determinante alla formazione delle rocce. È necessario ricordare l'origine vegetale del carbon fossile e dei carboni d'Alghe, la funzione necessaria dei Batteri nel processo di trasformazione delle materie organiche in rocce bituminose, ecc.? Frequentemente l'azione dei Vegetali si è esercitata in concomitanza con quella degli Animali e, nei capitoli che seguono, ritroveremo alcune osservazioni fondamentali, presentate in forma più metodica.
Botanica e biologia.
Il fenomeno più notevole è l'ordine di comparsa dei diversi vegetali: le piante più semplici (Alghe, Funghi) precedono le più complesse (in ordine di apparizione: i Muschi, le piante vascolari, le piante con ovuli, le piante a seme, le piante con ovulo chiuso). Inoltre sono state spesso trovate forme fossili intermedie che permettono di ricostruire delle serie vegetali e di comprendere in che modo, nel corso di qualche decina o qualche centinaio di milioni d'anni, le forme viventi si sono adattate e trasformate.


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