PALEONTOLOGIA

Razze umane

Sono gruppi di individui con caratteristiche biologiche tali da costituire fattori di reciproca differenziazione; la caratteristica più evidente è il colore della pelle, mentre altri caratteri differenziali sono costituiti dalla struttura corporea e dalla forma degli occhi. Da un punto di vista biologico, e cioè animale, il genere umano discende da una stirpe genetica comune, il che significa che tutti gli uomini possiedono proprietà biologiche e intellettuali in comune. Anche l’ereditarietà svolge un ruolo dominante nello sviluppo e nella procreazione delle razze, dal momento che i geni cromosomici portatori delle diverse caratteristiche somatiche, vengono trasmesse alla progenie secondo le leggi della ereditarietà. Quindi, con il passare del tempo, i tratti specifici di una razza possono subire delle modificazioni, poiché la meccanica della trasmissione ereditaria permette mutazioni e variazioni. Inoltre, in seguito alla possibilità di numerosi incroci individuali tra soggetti appartenenti a razze diverse, si ha lo sviluppo di forme razziali ibride o intermedie. Le razze, così come le conosciamo oggi rappresentano semplicemente uno stadio nell'evoluzione del genere umano. Inoltre, l'ereditarietà coinvolge anche alcuni tratti dello sviluppo intellettuale.

Questa teoria è stata recentemente contestata almeno in parte, come reazione alle modalità assolutamente non scientifiche con cui proprio i tratti intellettuali delle diverse razze sono stati considerati fino a qualche tempo fa. A parte differenze secondarie, di carattere locale, possono essere distinti tre gruppi razziali fondamentali a seconda del colore della pelle e dei capelli e di altre caratteristiche somatiche: la razza europea, o bianca, la razza negroide o nera, e la razza mongola o gialla. Alcuni considerano la razza australoide come un gruppo razziale separato, ma di solito, è classificata nell’ambito del gruppo negroide.
La razza bianca ha peli corporei piuttosto sviluppati, capelli lisci od ondulati, naso piccolo e mascelle regolari non protundenti; può essere distinta in sottogruppi comprendenti i nord europei (frequenti i capelli biondi e occhi azzurri), gli europei orientali, la razza alpina e la razza mediterranea. La razza europea non risiede solo nell’Europa politica, e alcuni gruppi appartenenti a questa razza non hanno pelle bianca (turchi, armeni, semiti, ecc.).

La razza nera si distingue per scarsezza di peli, capelli crespi, pelle bruna scura, a volte quasi nera, labbra spesse e ossa mascellari superiori protundenti. In numerosi gruppi negroidi gli arti sono lunghi rispetto al tronco. I gruppi principali sono i Sudanesi e i Bantu africani, i Pigmèi, di piccola statura, e i Boscimani (Africa), i Dravida (lndia), i Melanesiani (Oceania), i Negritos (Filippine) e gli aborigeni australiani.
Le caratteristiche dei Mongoli o razza gialla sono capelli lisci, forti e nerissimi, peli corporei poco sviluppati, colore della pelle da giallo a brunastro, viso largo con zigomi prominenti e occhi allungati verso l’esterno, statura bassa o media, struttura forte con arti corti rispetto al tronco. La razza gialla comprende Mongoli, Cinesi, Giapponesi, Indonesiani, Polinesiani, Esquimesi.


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Con il temine fossile o reperto archeologico, si intende un essere vivente appartenente al passato senza vita conservato nel tempo attraverso sedimenti rocciosi o resine.

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