PALEONTOLOGIA

Storia e preistoria

Tradizionalmente, le età storiche hanno inizio con l'esistenza di documenti scritti: iscrizioni sulle pietre, stele o monumenti, testi di vario genere (elenchi, contratti, trattati, ecc.) trascritti su supporti estremamente diversi («mattoni mesopotamici», papiro egizio, tessuti, pergamena, carta, ecc.). È del resto evidente che, per ogni popolo, questo ingresso nella storia ha avuto luogo in momenti successivi. I Sumeri hanno inventato i caratteri cuneiformi nel IV millennio a.C. (6.000 anni BP, circa): essi sono i primi «popoli storici» che noi conosciamo. Ma, in Europa occidentale, la Storia comincia 3.000 anni più tardi, nel corso del primo millennio a.C. e, nelle Antille, nel 1492, al momento dell'arrivo di Cristoforo Colombo.
I tempi che precedono immediatamente i primi testi scritti e da questi confusamente conosciuti (con gran parte di leggenda), in associazione con vestigia obiettive (le realia degli archeologi: le rovine di un palazzo, un vaso, dei frammenti di ceramica, ecc.), formano la cosiddetta protostoria, specie di terra di nessuno fra la storia e la preistoria.

Evidenzieremo, senza commento, i punti seguenti:
1 - la frontiera della scrittura non è universalmente valida: l'Africa nera, per esempio, ha ignorato la scrittura - nel suo insieme - fino al XIX secolo (salvo qualche eccezione di carattere locale), ma essa possiede una Storia orale distinta dalla sua Preistoria; stessa osservazione per le civiltà indie dell'America (Maya, Aztechi, ecc.), che non hanno nulla di «preistorico» nonostante l'assenza di testi scritti (salvo qualche eccezione).
2 - alcuni autori fanno terminare la Preistoria con l'introduzione dell'agricoltura; per un certo numero di ragioni, su cui torneremo poi, questo principio di divisione è da accantonare.
3 - la maggioranza dei preistorici moderni considera che la linea di demarcazione più tipica è l'Età dei metalli «in quanto la maggior parte dei popoli che accedono al metallo entrano poi rapidamente nella Storia» (André Leroi-Gourhan).
4 - ci si potrebbe anche chiedere quando comincia la Preistoria: con la comparsa dell'Oreopiteco? Con i primi Australopitechi? Con i Pitecantropi? La tendenza attuale è d'includere nella Preistoria tutte le forme di Ominidi che hanno usato utensili , anche rudimentali come i ciottoli. Praticamente questo ci conduce all'inizio del Quaternario, 3 o 4 milioni d'anni fa.
Cronologia relativa.
• Il problema. Dato che gli uomini della Preistoria non hanno lasciato, per definizione, alcuna traccia scritta del loro passaggio sulla Terra, noi non possiamo ricostruire la loro grande avventura che sulla base delle vestigia che hanno abbandonato: le loro ossa fossili, armi ed utensili vari, in pietra o in osso, tracce dei loro pasti o dei fuochi che avevano acceso, indizi qualsiasi della loro occupazione dei luoghi (incisioni e pitture sulle pareti delle caverne, per esempio). Precisiamo subito che i fossili umani sono rari (ne sono noti un centinaio in modo certo), mentre le armi e gli utensili sono straordinariamente abbondanti (ve ne sono miliardi ).
Per quanto riguarda le pitture, graffiti, esse sono tutte relativamente recenti (meno di 35.000 anni d'età, in maggioranza).
Così dunque, la quasi totalità delle nostre informazioni, da cui partiremo per evocare la vita degli uomini preistorici, è composta da «sassi» e da frammenti ossei, lavorati intenzionalmente, le cui forme, le strutture, definiscono le cosiddette industrie preistoriche.
Quando un documento è stato raccolto, descritto, riconosciuto, autenticato, si tratta di datarlo, ossia di rapportarlo ad una scala cronologica. Ora, è sottinteso che la «Preistoria» non ha avuto il medesimo svolgimento in tutte le località del globo. Nemmeno la Storia, del resto. Nell'epoca in cui gli scribi della Mesopotamia, 2.000 o 3.000 anni a.C., risolvevano delle equazioni di secondo grado, o gli architetti dell'Egitto e di Babilonia edificavano palazzi sontuosi e templi maestosi, di cui ammiriamo ancora i ruderi, gli uomini dell'Europa occidentale vivevano nelle caverne, senza essersi evoluti molto rispetto all'Uomo di Cro-Magnon.
Supponiamo che uno storico contemporaneo voglia stabilire una cronologia degli avvenimenti fondata sullo studio dei mezzi di trasporto e che definisca - semplificando - “le Età della bestia da soma, della diligenza, della locomotiva a vapore, del motore a scoppio e dell'aereo a reazione". Di qualsiasi civiltà si tratti, questa successione è costante; ma l'evoluzione è stata più o meno rapida, a seconda dei casi. Vi sono ancora regioni al mondo in cui il mulo è più frequente dell'automobile e dove l'aereo è sconosciuto. Più tipico ancora è il confronto della storia dei mezzi di trasporto negli Stati Uniti e, per esempio, in un paese del Terzo Mondo: l'Età dell'automobile ha avuto inizio verso la fine del XIX secolo negli Stati Uniti e 50 o 60 anni più tardi in tale o tal altra lontana contrada asiatica. Aggiungiamo che nella successione delle Età vi possono essere state particolari circostanze locali. Infatti, certi paesi del Medio Oriente sono passati direttamente dall'asino o dal cammello all'automobile, ignorando i vari passaggi intermedi, o, in certe regioni di recente sviluppo industriale, le linee di comunicazione aerea sono più importanti delle ferrovie.

Lo stesso è accaduto per la Preistoria, con la differenza che i ritardi evolutivi non si contano in decine d'anni ma a millenni o persino decine o centinaia di millenni. Dal che il duplice problema posto dalle cronologie relative.
1 - determinare, per ogni stazione o gruppo di stazioni preistoriche, l'ordine di successione dei diversi reperti, nelle reciproche relazioni.
2 - stabilire dei sincronismi fra due serie cronologiche lontane nello spazio, ossia fare un parallelo fra le successioni (lo stadio I della stazione A corrisponde, nel tempo, allo stadio III della stazione B, ecc.).
Il primo problema può essere risolto mediante i vari metodi che stiamo per illustrare. Il secondo è di soluzione molto più difficile ed i risultati attuali sono ancora assai vaghi ed imprecisi.
• I metodi impiegati dagli studiosi per determinare gli inquadramenti cronologici relativi della preistoria sono in relazione ai metodi di scavo. Generalmente, un giacimento preistorico si presta ad una indagine geologica preliminare. I documenti preistorici si trovano negli strati di terreno, assieme a resti d'animali e di piante e, dato che le specie animali e vegetali hanno avuto una vita relativamente breve e considerato che la loro evoluzione nel tempo comincia ad essere ben conosciuta, diventa possibile stabilire una cronologia relativa dalla fauna e la flora del giacimento (per flora non si intendono solo i resti visibili ad occhio nudo ed alla lente ma anche le polveri polliniche, studiate dalla palinologia). Inoltre, la geologia fornisce allo scienziato ampie informazioni sull'età relativa degli strati di terreno. Ecco alcune semplici osservazioni:
1 - Ricordiamo innanzitutto che l'era quaternaria (= Pleistocene in senso lato) ha visto alternarsi condizioni climatiche fredde e calde, sia in Eurasia che in Africa ed in America. Nell'Europa centrale ed alpina, le fasi glaciali, che corrispondono ai periodi molto freddi, sono denominate col nome dei fiumi del bacino del Danubio, dove esse furono descritte per la prima volta: Günz, Mindel, Riss e Würm. Le glaciazioni forniscono un quadro cronologico d'assieme per l'Eurasia.
2 - Le faune e le flore quaternarie hanno variato con i climi: vi è una fauna ed una flora del Günz, del Mindel, ecc. Ma esse hanno variato anche secondo le leggi dell'evoluzione biologica, il che complica il loro studio.
In effetti, la scala paleontologica è nota soddisfacentemente solo per quanto riguarda l'inizio del Pleistocene e, all'altro estremo del Quaternario, la fine della glaciazione Würm. Per i periodi intermedi non possediamo serie continue.
3 - Nel Quaternario recente (ultimo Interglaciale e Würm) la fauna eurasiatica è, nel complesso, simile a quella recente: gli Erbivori sono principalmente rappresentati dal Cervo, la Renna, il Bue, il Bisonte, il Cavallo, lo Stambecco, il Camoscio; i Carnivori dal Leone, la Pantera, l'Orso, la Iena maculata. Sono scomparse tre specie: il Mammut ( Elephas primigenius ), il Rinoceronte villoso, così chiamato per l'abbondanza del pelo che ricopriva il suo corpo, chiamato anche Rinoceronte dalle narici a compartimenti ( Rhinoceros tichorhinus ), l'Orso delle caverne ( Ursus spelaeus ). Roditori, Uccelli, piccoli Rettili del Pleistocene sono ancora viventi. È quindi difficile basare su questo una cronologia zoologica precisa. D'altro canto, se si mettono in relazione le vestigia zoologiche con le tracce delle attività umane, queste tracce sono di un interesse etnologico profondo: i segni dello smembramento o dello scuoiamento, lasciati sulle ossa degli animali uccisi dagli uomini che se ne nutrivano, l'analisi delle «pattumiere preistoriche», ci danno informazioni preziose (ma limitate) sulla vita domestica, tecnica, economica, degli uomini preistorici.
4 - La cronologia botanica, fondata sull'esame delle flore e sulle analisi delle polveri polliniche, è delicata da stabilire. I periodi meglio studiati sono l'ultimo Interglaciale (fra la glaciazione Riss e Würm) ed il Würm antico (studiato in Olanda da W.H.Zagwijn, nel 1961).
Il Würm medio europeo è poco conosciuto dal punto di vista botanico.


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